Halloween e l’anima cristiana: cosa ogni credente dovrebbe sapere prima del 31 ottobre
- Gurso
- 30 ott 2025
- Tempo di lettura: 5 min

Quando il buio sembra una festa
Ogni anno, alla fine di ottobre, le strade si riempiono di zucche sorridenti, scheletri, fantasmi e streghe. I bambini bussano alle porte chiedendo “dolcetto o scherzetto”, mentre i social traboccano di maschere, feste a tema e decorazioni macabre.Tutto sembra un gioco innocente.Eppure, dietro le luci al neon e le risate, si nasconde una domanda profonda, che ogni cristiano dovrebbe porsi: cosa stiamo celebrando davvero?
Halloween è diventata una delle festività più popolari del mondo, ma anche una delle più fraintese. Per molti è solo divertimento; per altri, una ricorrenza oscura e spiritualmente pericolosa.Come dobbiamo comportarci da cristiani?Rifiutarla del tutto, ignorarla, o provare a darle un senso diverso?
Per rispondere, dobbiamo tornare alle origini.
Le vere origini di Halloween: tra paganesimo e cristianesimo
La parola “Halloween” deriva da All Hallows’ Eve, cioè “vigilia di Ognissanti”. È la notte che precede il 1° novembre, festa cristiana di tutti i santi.Ma le sue radici affondano molto più indietro, in una tradizione celtica chiamata Samhain, celebrata in Irlanda e Scozia più di duemila anni fa.
Samhain segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno. Si credeva che, nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliasse, permettendo agli spiriti di tornare sulla terra.Per proteggersi, le persone accendevano fuochi, indossavano maschere e lasciavano offerte di cibo per placare le anime erranti.
Quando il cristianesimo arrivò nelle isole britanniche, la Chiesa — come spesso accadde — non distrusse le tradizioni pagane, ma le purificò.Il Papa Gregorio III (VIII secolo) istituì la festa di Ognissanti proprio il 1° novembre, e poco dopo venne aggiunta la Commemorazione dei Defunti il 2 novembre.L’intento era chiaro: trasformare una notte di paura in una notte di speranza, una celebrazione non dei morti, ma della vita eterna.
Halloween, nel suo senso originario, non era dunque una festa diabolica, ma una vigilia sacra, una notte di preghiera e ricordo.Solo con il tempo, soprattutto nel mondo anglosassone, la componente folkloristica e pagana ha preso il sopravvento, fino a oscurare il significato cristiano.
Quando il gioco diventa spirito: il pericolo della banalizzazione del male
Oggi Halloween è un fenomeno culturale e commerciale. Ma dietro maschere e risate, si nasconde un rischio sottile: quello di trasformare il male in intrattenimento.
Molte persone vestono da demoni, da spiriti, da figure infernali senza malizia, “solo per gioco”. Ma la Bibbia ci mette in guardia:
“Non siate partecipi delle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto denunciatele.” (Ef 5,11)
Nel mondo spirituale, nulla è neutro.Quando ciò che rappresenta la morte, la paura e il male viene reso oggetto di festa, la coscienza si assuefa, e il cuore si abitua a convivere con ciò che un tempo avrebbe respinto.
Maria Simma, mistica austriaca che ricevette visite dalle anime del Purgatorio, diceva che “molte anime soffrono perché i vivi non prendono più sul serio le realtà spirituali: né il Paradiso, né l’Inferno, né il Purgatorio”.E aggiungeva: “Il male non fa paura quando è travestito da gioco. È così che inganna.”
Non si tratta di demonizzare un costume o un film, ma di discernere.Dietro ogni simbolo c’è un messaggio.Dietro ogni festa, un’anima.E se una festa celebra la paura, il buio e la morte, è difficile dire che essa parli del Vangelo.
Halloween e il cristiano: rifiutare o redimere?
Molti cristiani si chiedono: è peccato festeggiare Halloween?La risposta non è semplicemente “sì” o “no”.Dipende da cosa celebri, e con quale spirito.
Se Halloween diventa un’occasione per giocare con il macabro, per evocare spiriti, per partecipare a pratiche esoteriche o spiritiche, è chiaramente incompatibile con la fede cristiana.Il Deuteronomio è esplicito:
“Non si trovi in mezzo a te chi pratica divinazione, né chi consulta i morti.” (Dt 18,10-12)
Ma se la notte del 31 ottobre diventa occasione per testimoniare la luce, per pregare, per ricordare i santi e i defunti, allora può trasformarsi in una vittoria spirituale.
Alcune parrocchie nel mondo hanno introdotto l’iniziativa “Holyween”, una “notte della luce” in cui i bambini si vestono da santi, portano lanterne accese e pregano insieme.Non si tratta di fuggire dal mondo, ma di trasfigurarlo, riportandolo a Cristo.
Dove c’è la luce, le tenebre non resistono.
La paura e la fede: due visioni opposte della morte
Halloween gioca sulla paura della morte.Ma il cristiano, proprio lì, trova la sua forza.Perché Cristo ha vinto la morte.
“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà.” (Gv 11,25)
La festa di Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti non negano la morte — la trasformano.Là dove il mondo vede un cimitero, il cristiano vede un’attesa.Là dove il mondo mette maschere per esorcizzare la paura, noi innalziamo una croce, perché sappiamo che la morte non è l’ultima parola.
San Giovanni Paolo II diceva:
“Il cristiano non è chiamato a fuggire il mistero della morte, ma a guardarlo nella luce della Risurrezione.”
Ecco perché Halloween è un’occasione: per ricordare al mondo che la paura non ha l’ultima parola.
Cosa può fare concretamente un cristiano
Ecco alcuni modi per vivere in modo cristiano la notte del 31 ottobre:
Partecipare alla Messa o a una veglia di preghiera per Ognissanti.È il modo più autentico di “prepararsi” alla vera festa che segue.
Pregare per i defunti, magari visitando il cimitero con una candela accesa.Ricorda che ogni preghiera fatta con amore può liberare un’anima dal Purgatorio.
Educare i bambini al significato di Ognissanti, raccontando le vite dei santi, magari proponendo di vestirsi come loro, non come mostri.
Spegnere le luci della paura e accendere quelle della fede.Una candela davanti a un’immagine sacra vale più di mille decorazioni.
Evita i contenuti occulti o demoniaci.Film, musica, giochi o riti che invocano lo spirito del male non sono mai innocui.
In un mondo che gioca con il buio, scegli di essere luce.
Dalla notte alla luce
Halloween è un sintomo di una società che non sa più come guardare la morte.La traveste, la ridicolizza, la rende spettacolo.Ma chi crede sa che la morte non è un nemico da temere, bensì una porta che conduce al volto di Dio.
Ogni anno, mentre il mondo si maschera, il cristiano è chiamato a spogliarsi — del peccato, della paura, della superficialità — e a rivestirsi della luce di Cristo.
Come scrive San Paolo:
“Voi tutti siete figli della luce e figli del giorno; non siamo della notte, né delle tenebre.” (1Ts 5,5)
La vera festa non è Halloween, ma Ognissanti.È la celebrazione della vita che vince la morte, della luce che vince le tenebre, dell’amore che nessun male può distruggere.
E così, mentre il mondo accende lanterne di zucca, noi accendiamo la fiamma della fede.Perché sappiamo che Cristo è la Luce che nessuna notte potrà mai spegnere.





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