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Il Mistero degli Ultimi Giorni di Maria

  • Immagine del redattore: Gurso
    Gurso
  • 23 set 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

oggi desideriamo soffermarci insieme su uno dei misteri più affascinanti e più contemplati della tradizione cristiana: quello degli ultimi giorni di vita della Vergine Maria, Madre di Dio.


Nel corso dei secoli, i cristiani si sono interrogati su come sia avvenuto il suo passaggio da questa vita alla gloria del Cielo e se la Madre di Gesù abbia sperimentato la morte come ogni altro essere umano oppure sia stata assunta direttamente, corpo e anima, senza conoscere la corruzione del sepolcro.


morte della Madonna

Questa domanda, lungi dall’essere una semplice curiosità storica, ha alimentato riflessioni teologiche e spirituali profondissime, poiché tocca il cuore stesso della nostra fede nella risurrezione e nella vita eterna. Alcuni Padri della Chiesa e teologi hanno sostenuto che Maria, pur essendo stata concepita senza peccato originale e dunque preservata dalla macchia che grava su ogni uomo, abbia tuttavia scelto di condividere fino in fondo il destino dell’umanità redenta, passando per l’esperienza della morte naturale. Essi ricordano che lo stesso Cristo,

pur essendo senza peccato, ha voluto affrontare la morte per vincerla e aprire per tutti noi la via della risurrezione; di conseguenza, anche Maria, strettamente unita al Figlio nella sua passione e glorificazione, avrebbe partecipato a questa misteriosa “porta” che introduce all’immortalità.


Altri autori, invece, hanno sostenuto che la morte – conseguenza del peccato – non potesse in alcun modo toccare Colei che è l’Immacolata, e che quindi Maria sia stata assunta in cielo senza subire la separazione dell’anima dal corpo. In questa prospettiva, l’Assunzione di Maria anticipa ciò che Dio riserverà a tutta l’umanità redenta alla fine dei tempi: la trasformazione gloriosa del nostro corpo in un corpo incorruttibile, pronto per la vita eterna.


La Chiesa, nel suo magistero, ha custodito questo mistero con grande delicatezza. Quando nel 1950 papa Pio XII proclamò solennemente il dogma dell’Assunzione, la definizione dogmatica si limitò a dichiarare che “l’Immacolata sempre Vergine Maria, Madre di Dio, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”, senza specificare se ciò avvenne dopo la morte o mediante un passaggio diretto. Questa scelta, tutt’altro che casuale, lascia aperta la possibilità di entrambe le interpretazioni, invitando i fedeli a contemplare il mistero più che a risolverlo in maniera razionale.


Le antiche tradizioni della Chiesa, trasmesse sia in Oriente che in Occidente, ci raccontano che Maria trascorse gli anni successivi all’Ascensione di Gesù vivendo in preghiera e in comunione con gli Apostoli. Secondo alcune fonti, avrebbe seguito l’apostolo Giovanni a Efeso, in Asia Minore, dove oggi sorge un piccolo santuario conosciuto come “Casa di Maria”, meta di pellegrinaggi sia per cristiani che per musulmani. Tuttavia, gli studi archeologici indicano che la cappella attuale risale al VI secolo, e dunque non abbiamo prove storiche certe che Maria abbia davvero trascorso lì i suoi ultimi giorni.


Un’altra antichissima tradizione colloca invece a Gerusalemme il luogo del suo “transito”. Nella Valle del Cedron, la Basilica della Dormizione e il sepolcro venerato dalla Chiesa orientale come Tomba di Maria ci parlano di un culto antichissimo, che unisce la fede dei cristiani di ogni epoca. Alcuni testi apocrifi, come il celebre Transitus Mariae, raccontano che gli Apostoli si radunarono attorno al letto di Maria, assistettero alla sua morte e videro il suo corpo essere portato in cielo dagli angeli. Questi scritti, pur non essendo parte della Sacra Scrittura, hanno alimentato la pietà dei fedeli e offrono un’immagine potente del trionfo di Maria sulla morte.


Nemmeno l’età esatta di Maria al momento del suo transito ci è nota con certezza: alcune tradizioni parlano di circa cinquant’anni, ma si tratta di indicazioni non confermate da fonti storiche. Ciò che è certo è che la Madre di Dio, alla conclusione della sua vita terrena, è stata associata pienamente alla vittoria pasquale di Cristo, diventando così segno di speranza e anticipazione della sorte gloriosa che attende tutti coloro che muoiono nella grazia di Dio.


In definitiva, gli ultimi giorni di Maria restano avvolti da un velo di mistero che la Chiesa ci invita a contemplare con fede più che a indagare con pura curiosità storica. Ciò che conta per noi credenti non è tanto sapere se Maria abbia sperimentato la morte o un sonno mistico, ma riconoscere che oggi ella vive ed intercede per noi nella gloria del cielo, Regina degli Angeli e Madre della Chiesa. Guardando a lei, impariamo ad accogliere con fiducia anche il momento della nostra morte, certi che chi segue Cristo parteciperà alla sua risurrezione.


Affidiamo quindi le nostre vite a Maria, chiedendole di accompagnarci con la sua intercessione e di ottenerci la grazia di un giorno essere accolti con lei e con tutti i santi nella gioia eterna.

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