top of page

Le lettere segrete tra Giovanni Paolo II e Padre Pio: miracoli, amicizia e fede

  • Immagine del redattore: Gurso
    Gurso
  • 4 dic 2025
  • Tempo di lettura: 6 min
Giovanni Paolo II e Padre Pio
Giovanni Paolo II e Padre Pio

Le lettere segrete tra Giovanni Paolo II e Padre Pio


Ci sono storie della Chiesa che sembrano uscite da un romanzo spirituale. Una di queste è la vicenda delle lettere segrete tra Giovanni Paolo II e Padre Pio, poche righe in latino, scritte tra il 1962 e il 1963, che hanno cambiato per sempre la vita di alcune persone e rivelato il legame misterioso tra due futuri santi.

Dietro quella corrispondenza ci sono lacrime, malattie, preghiere, ma anche una fiducia sconfinata nella potenza di Dio che agisce attraverso l’intercessione dei suoi amici.


Per capire fino in fondo il significato di quelle lettere, bisogna tornare indietro nel tempo, al primo incontro tra un giovane sacerdote polacco di nome Karol Wojtyła e il frate con le stimmate di San Giovanni Rotondo.


Un’amicizia tra santi che nasce nel silenzio


È il 1948. Karol Wojtyła, da poco ordinato sacerdote, si trova in Italia per studiare. In quel periodo decide di salire fino a San Giovanni Rotondo, attirato dalla fama di un frate cappuccino di cui molti parlano: Padre Pio da Pietrelcina, l’uomo che porta nel corpo le piaghe di Cristo.

Non sappiamo tutti i dettagli di quell’incontro.

Le fonti raccontano però che tra i due nacque subito una sintonia profonda.

In mezzo alla folla di pellegrini, il giovane prete polacco si confessa da Padre Pio e gli apre il cuore. Quel giorno, il frate gli affida anche un segreto che, per anni, resterà conosciuto da pochissimi: una ferita nascosta sulla spalla, più dolorosa persino delle stimmate visibili.


Secondo le testimonianze, quando Wojtyła gli chiese quale piaga gli facesse più male, Padre Pio non indicò le mani, i piedi o il costato, ma confidò: «È la ferita sulla spalla, che nessuno conosce e che non è mai stata curata né medicata.»


Questa ferita, scoperta solo dopo la morte del santo grazie a una grande macchia di sangue sull’abito vicino alla scapola, è stata spesso collegata alla piaga che Cristo avrebbe avuto portando la croce sulle spalle


Quell’incontro segna Karol Wojtyła. In quel frate pieno di sofferenza, ma completamente abbandonato a Dio, il giovane sacerdote vede un modello di unione con Cristo che lo accompagnerà per tutta la vita.


Le lettere segrete tra Giovanni Paolo II e Padre Pio: il caso Wanda Półtawska


Passano gli anni. Nel 1962, Karol Wojtyła non è più un giovane studente, ma vescovo ausiliare di Cracovia. È a Roma per il Concilio Vaticano II quando riceve una notizia terribile: la sua grande amica Wanda Półtawska, medico e madre di quattro figlie, è malata di cancro in fase molto avanzata.


Wanda non è un’amica qualsiasi. Durante l’occupazione nazista è stata deportata in un campo di concentramento; proprio in quel contesto si era creata una profonda amicizia spirituale con Wojtyła. Ora, quella donna, provata già dall’orrore del lager, si trova davanti a una diagnosi senza speranza.


Karol Wojtyła sa a chi rivolgersi. Prende carta intestata della Curia di Cracovia e scrive una lettera in latino a Padre Pio.

In quella che diventerà una delle più note lettere segrete tra Giovanni Paolo II e Padre Pio, il futuro Papa chiede al frate di pregare per “una madre di quattro figlie, di quarant’anni, di Cracovia, ora in gravissimo pericolo di salute e di vita per un cancro”

Non cita il nome di Wanda, ma descrive la sua situazione, ricordando anche la prigionia nel campo di concentramento. Chiede che Dio, per intercessione della Beatissima Vergine, mostri la sua misericordia a quella donna e alla sua famiglia.

La lettera viene consegnata a Padre Pio attraverso un amico comune, Angelo Battisti, che lavora in Vaticano. Secondo il suo racconto, il frate, dopo averla ascoltata, pronuncia queste parole misteriose:

«A questo non si può dire di no.

Pochi giorni dopo, quando i medici preparano Wanda per l’intervento chirurgico, avviene qualcosa di sorprendente: contro ogni previsione, il tumore risulta completamente scomparso. I dottori parlano di guarigione inspiegabile. Wanda stessa, anni dopo, racconterà di aver compreso solo a posteriori il ruolo dell’intercessione di Padre Pio in quella vicenda.


Video - Le Lettere Segrete di Giovanni Paolo II a Padre Pio - Deo Gratias canale YouTube

Karol Wojtyła, sconvolto e riconoscente, non può restare in silenzio. Prende di nuovo la penna e scrive una seconda lettera segreta a Padre Pio, sempre in latino, per ringraziare. In quella lettera dice che la donna di Cracovia “ha riacquistato istantaneamente la salute” e che lui, il marito e tutta la famiglia rendono grazie a Dio e al frate del Gargano.


Padre Pio, leggendo la seconda lettera, avrebbe risposto semplicemente: «Sia ringraziato Dio.»

Poi consegna entrambe le lettere ad Angelo Battisti dicendo: «Tienile, queste due lettere.» È come se intuissi che, un giorno, quelle pagine sarebbero diventate testimonianza per tutta la Chiesa.


Oggi sappiamo che non si tratta di un episodio isolato. Gli studiosi hanno trovato tracce di almeno tre lettere inviate da Wojtyła a Padre Pio per chiedere preghiere per persone gravemente malate, tutte legate a guarigioni straordinarie.


Morire non significa scomparire. Significa vedere la verità.

Cosa accade davvero all'anima nell'istante decisivo dopo la morte? Questo libro ti guida in quel momento cruciale, quando l'anima, immersa nella Luce divina, finalmente giudica se stessa.

Basandosi sulle solide testimonianze della tradizione cristiana e sulle sconvolgenti esperienze di premorte (NDE), quest'opera svela il mistero dell'autogiudizio e ti accompagna in un viaggio indimenticabile attraverso il Purgatorio, l'Inferno e il Paradiso

copertina libro l'Istante della Verità


Miracoli, sofferenza e preghiera: cosa ci insegnano queste lettere


Le lettere segrete tra Giovanni Paolo II e Padre Pio non sono semplici curiosità storiche per appassionati di agiografia. Sono, prima di tutto, un grande insegnamento spirituale.


  1. La fiducia nella preghiera di intercessione. Wojtyła, vescovo in un Paese oppresso dal regime comunista, non chiede a Padre Pio consigli politici o strategie pastorali: gli chiede di pregare. Crede fermamente che la preghiera di un frate nascosto in un convento del Gargano possa cambiare la storia concreta di una persona – e di fatto così avviene.


  2. La comunione dei santi è una realtà viva. L’amicizia spirituale tra questi due uomini di Dio non è fatta di grandi discorsi, ma di Messe offerte, lettere brevi, sofferenze condivise. Da una parte, un frate che offre le sue piaghe nascoste; dall’altra, un vescovo che porta sulle spalle il peso del suo popolo. In mezzo, le vite di tante persone semplici che sperimentano la misericordia di Dio.


  3. La sofferenza offerta può diventare feconda. Il segreto della sesta piaga sulla spalla di Padre Pio ci ricorda che spesso le sofferenze più feconde sono quelle che non vede nessuno. Giovanni Paolo II lo capirà sulla propria pelle, specialmente negli ultimi anni del suo pontificato, quando offrirà le sue malattie come parte del suo servizio alla Chiesa.


  4. I miracoli non sono “magia”, ma segni dell’amore di Dio.

    La guarigione di Wanda Półtawska non è un gesto spettacolare per stupire il mondo. È il segno discreto di un Dio che ascolta il grido dei suoi figli e si serve della preghiera di un frate nascosto per restituire una madre alla sua famiglia e una collaboratrice preziosa alla Chiesa.


Come accogliere oggi il messaggio delle lettere segrete tra Giovanni Paolo II e Padre Pio

Cosa dicono a noi oggi queste lettere segrete tra Giovanni Paolo II e Padre Pio?

Forse anche nella nostra vita c’è una “Wanda”: una persona cara malata, una famiglia in difficoltà, una situazione umanamente senza via d’uscita. Oppure, più semplicemente, siamo noi stessi a portare una “piaga sulla spalla” che nessuno vede: una preoccupazione nascosta, una ferita interiore, un peccato che ci pesa da anni.

Queste storie ci invitano a fare tre cose molto concrete:


  • Non perdere mai la fiducia nella preghiera.Davanti a un esame, un’operazione, una situazione impossibile, possiamo fare come Karol Wojtyła: scrivere idealmente anche noi una “lettera” a un santo che sentiamo vicino e chiedergli di intercedere.

  • Offrire le nostre sofferenze unite a quelle di Cristo.La sesta piaga di Padre Pio non era un dettaglio macabro, ma il segno di un amore che accetta di portare il peso degli altri. Possiamo unire al Signore il nostro dolore fisico, psicologico, spirituale, chiedendo che diventi grazia per qualcuno.


  • Riconoscere i piccoli miracoli quotidiani.Non sempre la guarigione è spettacolare come quella di Wanda. A volte il miracolo è una pace improvvisa nel cuore, una riconciliazione in famiglia, una forza nuova nel portare una croce che prima ci schiacciava. Anche questi sono segni dell’amore di Dio che passa attraverso la preghiera.


Alla fine, queste lettere ci ricordano una cosa semplice ma decisiva: non siamo soli nelle nostre battaglie.

Tra il cielo e la terra esiste una rete invisibile di amicizia, fatta di santi che intercedono, di fratelli che pregano, di croci portate insieme.

Che l’amicizia tra Giovanni Paolo II e Padre Pio ci aiuti a credere che ogni nostra preghiera, anche la più nascosta, può attraversare il mondo e raggiungere il cuore di Dio. E che, come scriveva lo stesso Padre Pio, la preghiera resta sempre:

«La migliore arma che abbiamo, una chiave che apre il Cuore di Dio.»

Commenti


logo-christian-way-center

Iscriviti alla nostra newsletter.

 

© 2025 di Christian Way Center

 

bottom of page