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La domanda che Gesù farà a ciascuno di noi quando moriremo

  • Immagine del redattore: Gurso
    Gurso
  • 12 nov 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Le rivelazioni di Madre Speranza sull’ultimo istante dell’anima


C’è un istante che nessuno può evitare.Arriva per tutti, prima o poi.È il momento in cui il corpo smette di respirare e l’anima si separa dalla terra.

In quell’attimo misterioso, diceva Madre Speranza di Gesù, accade qualcosa che supera ogni immaginazione umana.Gesù non si presenta come un giudice severo, non porta accuse né condanne, non enumera peccati o mancanze.Fa invece una sola cosa: si avvicina all’anima con una dolcezza infinita, con uno sguardo ferito d’amore, e le rivolge una domanda.

Una domanda che decide tutto.Una domanda semplice, eppure eterna:“Mi vuoi ancora?”


Video - Madre Speranza rivela cosa accede al momento della morte

Madre Speranza e il messaggio dell’Amore Misericordioso


Madre Speranza nacque in Spagna nel 1893. La sua vita fu segnata dalla fede, dalla sofferenza e da una missione che avrebbe attraversato i secoli: far conoscere al mondo l’Amore Misericordioso di Dio.

Nel 1930 iniziò a ricevere locuzioni interiori da Gesù.Le parole che udì furono di una tenerezza sconvolgente:

“Figlia mia, voglio che tutti conoscano che Io sono Amore, non giustizia.Non sono venuto per condannare, ma per salvare.”

E Gesù aggiunse:

“Nessuno va all’inferno perché ha peccato troppo,ma perché ha rifiutato il mio amore fino all’ultimo respiro.”

Quelle parole cambiarono per sempre la vita di Madre Speranza.Con timore e stupore, chiese al Signore:“Anche i più lontani, Signore? Anche quelli che ti hanno bestemmiato fino alla fine?”

Gesù rispose:

“Sì, anche loro.Io li cerco fino all’ultimo istante.E quando l’anima lascia il corpo, Io le mi avvicino e le faccio una domanda:‘Mi vuoi ancora?’

La domanda che decide l’eternità

Non chiede: “Perché hai peccato?”Non domanda: “Hai meritato il paradiso?”Non chiede quanti errori abbiamo commesso o quanto siamo stati coerenti.

Domanda solo una cosa: “Mi vuoi ancora?”

Secondo Madre Speranza, in quella semplice frase si racchiude tutto il mistero della Misericordia divina.Se l’anima, anche dopo una vita di peccato, risponde “sì”, anche solo con un sussurro del cuore, Gesù la salva.

“Quando l’anima dice sì, anche debolmente — le rivelò Gesù —il mio Cuore la abbraccia e la porto con Me nella mia casa.”

Ma non è un momento facile.Madre Speranza racconta che proprio in quell’istante il demonio tenta con forza disperata di trascinare l’anima nella disperazione.Le mostra i peccati, la vergogna, la paura.Le sussurra che non può più essere amata, che è ormai perduta.

Gesù le spiegò:

“Satana lavora perché l’anima disperi,perché pensi che non la voglio più.Ma Io le sono accanto, anche se non mi vede.Le chiedo solo questo: ‘Mi vuoi ancora?’

L’ultimo istante: il libero arbitrio davanti all’Eterno

Fino all’ultimo respiro, il libero arbitrio dell’uomo resta intatto.Anche quando il corpo cede, anche quando la mente si spegne, l’anima è ancora capace di scegliere.Può dire sì, o può dire no.Può accogliere l’amore o rifiutarlo per sempre.

In quell’attimo, il tempo finisce… e comincia l’eternità.

Madre Speranza ricordava spesso:

Madre Speranza
Madre Speranza
“Non dobbiamo mai giudicare nessuno, neanche chi sembra morto nel peccato.Non possiamo sapere cosa accade tra Gesù e quell’anima nell’ultimo istante.Quante volte un sì nascosto, un atto di dolore, ha aperto il Cielo a chi sembrava perduto.”

Gesù stesso le rivelò:

“Molte anime si salvano all’ultimo momento,grazie a una preghiera, a un’offerta, a una lacrima versata per loro da qualcuno che le ama.”

Ecco perché Madre Speranza invitava tutti a pregare per i morenti.Perché in quell’ultima lotta, ogni preghiera può essere la mano che aiuta un’anima a dire “sì”.

Il Purgatorio e il Paradiso secondo Madre Speranza

Madre Speranza vide anche il Purgatorio.Non come un luogo di fuoco e terrore, ma come una scuola d’amore, dove l’anima si purifica nella consapevolezza di essere salvata.

“Le anime del Purgatorio soffrono, ma amano.Sanno di essere salve, e la loro pena è solo di non poter ancora vedere Dio.”

Gesù le disse:

“Ogni anima che passa per il Purgatorio è un’anima salvata dal mio Cuore.Io la visito, la consolo e aspetto che la sua purificazione finisca per poterla stringere a Me.”

E aggiunse una promessa piena di speranza:

“Quando una di queste anime entra in Paradiso, il Cielo intero si riempie di festa.E la mia Croce risplende di luce nuova.”

Madre Speranza descrisse anche il Paradiso con parole semplici ma piene di luce:

“È un mare di pace e di canto.Lì tutto è amore.L’anima non ricorda più nulla del male, solo il bene resta,e la gratitudine per la misericordia ricevuta.”

Gesù le mostrò che i santi del Cielo non sono solo i perfetti, ma anche i perdonati:

“In Paradiso ci sono anime che in vita furono deboli e peccatrici,ma che si sono affidate a Me.Ora sono stelle del mio amore.”

L’inferno: la scelta di non essere amati

Madre Speranza non negava l’esistenza dell’inferno, ma lo spiegava con parole diverse da quelle a cui siamo abituati.Non come una punizione inflitta da Dio, ma come una scelta libera e tragica di chi rifiuta l’amore.

“L’inferno esiste, sì, ma non vi va chi pecca per debolezza.Vi va chi rifiuta ostinatamente l’amore, anche all’ultimo istante.”

Gesù le mostrò che le porte dell’inferno non sono chiuse da Lui, ma da chi vi entra.

“Sono loro che si chiudono alla luce.Io resto fuori, bussando invano,perché non vogliono aprirmi.”

E Madre Speranza aggiungeva con dolore:

“Dio non manda nessuno all’inferno.Sono le anime che non vogliono essere amate,che scelgono la solitudine eterna.”

Una visione: la forza di una preghiera

Un giorno, durante la preghiera, Madre Speranza raccontò di aver visto una grande luce.In mezzo a quella luce, un’anima stava morendo sulla terra.Gesù le disse:

“Guarda, figlia mia.Quest’uomo ha vissuto lontano da Me, ma sua madre prega per lui.Ora lo sto chiamando.Gli chiedo: ‘Mi vuoi ancora?’”

Madre Speranza vide quella piccola fiamma tremante chinare il capo e dire un sì silenzioso.In quell’istante, la luce esplose come un’alba, e Gesù la prese tra le braccia.

“Vedi, figlia mia — disse il Signore — questo è ciò che faccio per ogni uomo.”

Da quel giorno, Madre Speranza ripeteva che il nemico più grande della salvezza non è il peccato, ma la disperazione.

“Il demonio non teme tanto i peccati degli uomini, ma la loro disperazione,perché li separa dalla misericordia.”

Gesù non è un giudice, ma un Padre che aspetta

Il messaggio di Madre Speranza è limpido come una sorgente:Gesù non è un giudice che condanna, ma un Padre che aspetta.

“Anche se aveste commesso tutti i peccati del mondo,non dubitate: Egli vi ama ancora.”

Nell’ora della morte, non ci saranno scuse né spiegazioni.Ci sarà solo la verità del nostro cuore, davanti a quella voce che chiede:“Mi vuoi ancora?”

E se in noi resterà anche solo una scintilla d’amore,Gesù la vedrà — e quella scintilla basterà per accendere l’eternità.

Vivere ogni giorno preparandosi a dire “Sì”

Madre Speranza pregava ogni giorno per i morenti.Diceva che non esiste momento più importante di quello in cui un’anima si trova sull’orlo dell’eternità:

“Ogni Ave Maria recitata per un morente è come una mano che lo aiuta a dire sì.”

E aggiungeva:

“Quando una persona muore, non pensate che sia finita.È solo l’inizio del grande incontro con l’Amore.”

A chi le chiedeva se temesse la morte, rispondeva con un sorriso:

“No, perché so che Gesù mi farà la stessa domanda che fa a tutti:‘Mi vuoi ancora?’E io Gli dirò: ‘Sì, Signore, ti voglio con tutto il cuore.’”

Poi concludeva:

“Chi vive amando, non deve temere la morte,perché la morte sarà solo un abbraccio più forte.”

Un messaggio per il nostro tempo

In un mondo che parla di paura e di giudizio, Madre Speranza ci ricorda che Dio è un Padre che lotta fino all’ultimo istante per ogni figlio.Le sue parole non sono teorie, ma una finestra sull’eternità:ci dicono che l’Amore è più grande del peccato,che la Misericordia è più potente della disperazione,e che la vita non finisce con la morte,ma comincia davvero quando l’anima risponde a quella voce che chiama:

“Mi vuoi ancora?”

Chi risponde “sì”, anche solo con una lacrima,scoprirà che la salvezza non è un premio, ma un abbraccio.

Perché l’Amore non muore mai.E nell’ora più buia, Dio continua a chiedere a ciascuno di noi:

“Mi vuoi ancora?”

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