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Le ultime parole di Giovanni Paolo II: "Lasciatemi andare alla Casa del Padre"

  • Immagine del redattore: Gurso
    Gurso
  • 6 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

La sera del 2 aprile 2005, alle 21:37, Papa Giovanni Paolo II concluse il suo lungo cammino terreno, lasciando un'eredità spirituale che ancora oggi illumina milioni di fedeli. In quelle ultime ore, segnate dalla sofferenza e dalla preghiera, una frase toccò profondamente il cuore della Chiesa e del mondo: "Lasciatemi andare alla Casa del Padre". Queste parole, semplici e potenti, rappresentano il testamento spirituale di un Papa che ha vissuto e sofferto con Cristo fino alla fine.



Una veglia di preghiera e dolore


Nei giorni precedenti alla sua morte, Giovanni Paolo II era consapevole che il suo tempo terreno stava per terminare. Afflitto da numerosi problemi di salute, tra cui il morbo di Parkinson e un'infezione alle vie urinarie che aveva causato uno shock settico, il Papa prese una decisione significativa: non tornare in ospedale, ma rimanere "a casa", nel suo appartamento in Vaticano, circondato dalle persone più care.

All'esterno, in Piazza San Pietro, migliaia di fedeli - molti dei quali giovani - si radunarono in preghiera. Recitavano il Rosario, cantavano e vegliavano sotto la sua finestra. All'interno, il Papa partecipava con la mente e il cuore: a chi gli riferiva che la gioventù del mondo era lì per lui, rispose sussurrando: "Vi ho cercati. Ora siete voi che siete venuti da me. Vi ringrazio."


"Lasciatemi andare alla Casa del Padre"


Nelle ore più delicate del 2 aprile, Giovanni Paolo II, con un filo di voce, disse: "Lasciatemi andare alla Casa del Padre". Quelle parole non erano solo un commiato, ma l'espressione profonda di una fede incrollabile e di un'anima pronta all'incontro con Dio.

Il suo segretario personale, Mons. Stanisław Dziwisz, riferì che il Papa aveva deciso con lucidità di non prolungare la propria agonia. Rifiutò ulteriori trattamenti ospedalieri e chiese che venisse celebrata la Santa Messa accanto al suo letto. Durante la celebrazione, gli furono amministrati i sacramenti: l'Unzione degli Infermi e il Viatico.


L'ultima Eucaristia e il ritorno al Padre


Nel tardo pomeriggio, vennero recitati i Vespri della Domenica della Divina Misericordia, festa istituita proprio da Giovanni Paolo II. Le letture parlavano della Risurrezione di Cristo e della pace che Egli dona ai discepoli. Durante la celebrazione, il Papa ricevette poche gocce del Sangue di Cristo, in forma di Viatico. Aveva lo sguardo fisso sull'immagine dell'Ecce Homo e della Madonna di Częstochowa, simboli della sua spiritualità profonda e radicata.

Alle 21:37, il cuore del Papa cessò di battere. I presenti recitarono il Te Deum, ringraziando Dio per il dono della sua vita e del suo pontificato. In Piazza San Pietro, la folla in lacrime intonava canti e recitava il Rosario, unita in una commozione profonda.


Il significato spirituale delle sue parole


"Lasciatemi andare alla Casa del Padre" è molto più di una semplice frase. È un atto di abbandono totale a Dio, un ritorno fiducioso verso la vera dimora. Nella tradizione cristiana, la morte è il passaggio alla vita eterna, l'incontro con il Padre. Giovanni Paolo II, che aveva vissuto l'intera esistenza annunciando Cristo, ha affrontato la morte come un ritorno a casa.

In quelle parole si percepisce il senso più autentico della fede cristiana: la speranza nella vita eterna, la certezza che la sofferenza non ha l'ultima parola e che ogni vita, se vissuta in Cristo, ha un fine glorioso.


Una testimonianza che continua


Il mondo intero riconobbe la santità di Giovanni Paolo II. Il grido "Santo subito!" si levò dalla folla già poche ore dopo la sua morte. Le sue ultime parole restano scolpite nella memoria di chi lo ha amato, servito e ascoltato. Esse rappresentano un invito a tutti noi: vivere con fede, soffrire con speranza, morire con fiducia.

Nel cuore della Chiesa, il suo insegnamento continua a vivere. E quelle parole sussurrate nel silenzio dell'agonia restano come un faro: non abbiamo qui la città stabile, ma cerchiamo quella futura (Eb 13,14).


Giovanni Paolo II in Slovenia
Giovanni Paolo II in Slovenia - Wikipedia

"Lasciatemi andare alla Casa del Padre" è l'eco più profonda di un'anima che ha fatto della propria vita un'offerta a Dio. Giovanni Paolo II ha vissuto e testimoniato il Vangelo fino all'ultimo respiro. La sua morte, come la sua vita, è stata un atto d'amore.

Per ogni cristiano, queste parole rappresentano una meta, una preghiera, una consegna. Che anche noi, alla fine del nostro cammino, possiamo dire con la stessa fede e pace: "Lasciatemi andare alla Casa del Padre".

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